Il governo deve essere più maturo nei confronti del gioco

governo e gioco d'azzardo

Quest’anno Enada, argomentazione della settimana che si occupa anche di siti legali per giocare al casino, si sviluppa in data diversa dal solito, quindi prima delle date consuete relative alla stesura delle bozze della legge di stabilità e questa è, senza ombra di dubbio, una novità. Le precedenti edizioni di questa Fiera, in effetti, si erano tenute sempre “dopo la Stabilità” e davano, quindi, occasione di censurarla od applaudirla ed, in ogni caso, davano occasione di discuterne. Nonostante le difficoltà che il mondo del gioco d’azzardo lecito sta indubbiamente attraversando, quest’anno si è voluto anticipare questo incontro tra i più quotati operatori del mercato del gioco…visto che, comunque, argomentazioni attuali per scambiare esperienze e pareri ve ne sono tantissime e di vario genere.

Certamente gli espositori proprietari di casino online, gli organizzatori ed i soci hanno ancora creduto in questo settore e non si sono “lasciati toccare” dalle immense difficoltà, restrizioni e tassazioni che ancora una volta il mondo del gioco si è vista “regalare” dal Governo. E senza pensare per il momento a ciò che verrà riservato per il gioco pubblico dalla Legge di Stabilità 2017, visto che si stanno ancora assorbendo i colpi di quella dello scorso anno… che non è certamente poco. Ma si sa che qualche novità “finanziaria” verrà studiata ed applicata nella nuova legge di stabilità, ma intanto si deve guardare “all’ultimo spot del Governo”: togliere le apparecchiature da intrattenimento.

Gli operatori che si occupano di far giocare al casino online, da canto loro, hanno riconosciuto che l’offerta di gioco sul territorio è troppa e che, quindi, deve subentrare una riforma che porterà agli addetti ai lavori un calo degli incassi e presenterà un caro prezzo per tutto il comparto, ma sembra invece che il Governo voglia lasciare “andare il gioco ed abbandonarsi ai suoi effetti negativi”. Il mondo lecito convive già da un bel pezzo con i distanziometri, con gli orari di accensione e di spegnimento degli apparecchi e con le altre ristrettezze normative che i Comuni continuano a “sbattergli in faccia”, ma questo non servirà a fermare la voglia di giocare perché, chi lo vuole, lo farà spostandosi in base agli orari più confacenti se non addirittura “oltrepassando la barricata” e giocando nel mondo illecito.

E poi che dire con quanta poca “moralità” lo Stato ha messo a disposizione per la prevenzione ai casino online italiani sicuri e la cura del gioco patologico una somma pari a 50 milioni di euro? A fronte dell’aumento della raccolta di1,3 miliardi sembra veramente una elemosina la cifra messa a disposizione delle Regioni! Ma quando l’Esecutivo prenderà coscienza veramente di come dovrebbe trattare il mondo del gioco d’azzardo considerando che per anni vi ha attinto a piene mani? È una domanda che difficilmente troverà una risposta nell’immediato, perché sembra proprio che nel nostro Governo per questo settore non esista una “presa di coscienza vera e propria del problema”. Si cerca di mediare, discutere, trattare… ma, in definitiva, non viene affrontato mai nulla con la maturità che richiederebbe l’argomento. L’importante sembra essere sempre e comunque il “dio danaro”, quanto ne arriverà nelle casse dello Stato e se riuscirà a chiudere qualche buco di bilancio che, certamente, non è stato il gioco a provocare, anzi…