La riforma del gioco dopo la pausa estiva

miglioramento gioco d'azzardo

Quando mai l’Esecutivo ed i suoi detrattori, di qualunque parte essi siano, hanno fatto dichiarazioni uniformi? Sarebbe assurdo anche pensarlo ed, infatti, mentre il nostro Bel Premier Renzi continua a dire che ha diminuito e diminuirà le tasse il suo “antagonista preferito, il Movimento Cinque Stelle” continua ad asserire che non le ha mai viste scendere: questo è il prodromo dell’autunno che ci aspetta. La ripresa dei lavori del Governo non si presenta agevole sia da questo lato, assai importante, perché tocca tutta la popolazione, che da quello della ripresa dei lavori per la riforma dei giochi che è stata “stoppata” in estate e che si riprenderà in mano al rientro dalle vacanze.

Il debito pubblico del nostro Paese viaggia attorno al 130% del reddito nazionale ed i dati sulla crescita zero nel secondo trimestre hanno riavviato il discorso della leva fiscale per alimentare il rilancio dell’economia in attesa della prossima Legge di Stabilità. Se la riduzione delle tasse effettuata dal Governo sembra essere meno tangibile di quanto espresso dal Premier Renzi, e dalla sua squadra, quello che invece è assai tangibile è la forte tassazione che il mondo del gioco ha subito e sta subendo. Ne sono perfettamente a conoscenza gli operatori degli apparecchi da intrattenimento che hanno subito un rincaro del Prelievo erariale di 4 punti per le slot machine e di un ulteriore mezzo punto sulle Vlt.

Il clima generale, compreso il settore del gioco e quello dei casino online con bonus, promette di scaldarsi ulteriormente in vista dei lavori su una manovra del 2017 non ancora ben definita in base alle compatibilità economiche ed al quadro di finanza pubblica che verrà delineato nelle prossime settimane dall’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e, prima di tutto il resto, dalla “flessibilità” che l’Europa potrebbe prendere ancora in considerazione nei confronti del popolo italiano.

Così i sa già che, come al solito, vi sarà un ulteriore ricorso alla tassazione dei giochi per trovare nuove entrate ed a quanto sembra ci sarebbero già i primi movimenti in ambiente ministeriale per iniziare a ragionare dove prendere nuovi fondi dal “pozzo senza fondo” del gioco! Il Governo nega queste manovre, ma ci si aspetta una nuova stangata sui giochi ancora prima che si tenti di arrivare ad una soluzione dalla Conferenza Unificata che poteva, in linea di massima, tranquillizzare un po’ l’ambiente ludico.

Ovviamente, se si concretizzasse la riforma del gioco gli operatori affronterebbero con maggiore serenità anche la prossima manovra finanziaria che dovrà essere presentata già a metà del prossimo mese di ottobre. Con il riordino del comparto del gioco, qualunque sia “l’accordo” tra Stato ed Enti Locali, eventualmente stabilito in Conferenza Unificata, si potrebbero bandire le gare per il rinnovo delle concessioni che porterebbero le entrate già messe a bilancio dal nostro Esecutivo e scongiurerebbero un ulteriore disavanzo nei conti pubblici.

Questo naturalmente oltre a garantire una maggiore stabilità del settore magari iniziando a pensare qualcosa di alternativo in termini di tassazione. Magari introducendo un prelievo sul margine anche per il gioco fisico, come già stabilito con la precedente manovra sia per le scommesse che per il gioco online: questo potrebbe forse anche rappresentare l’unico modo per provare a ricavare nuove entrate dal settore.