Le colpe dello Stato nei confronti del gioco d’azzardo

stato e gioco d'azzardo

Anche se certamente non si può chiamare “corsa” alla riforma dei casino online legali aams, viste le lungaggini che si stanno interponendo per la sua realizzazione, bisogna essere sufficientemente obbiettivi e constatare che il Governo ha recitato una sorta di “mea culpa” per la situazione in cui si trova oggigiorno il mondo del gioco d’azzardo e cerca, quindi, di porre rimedio a qualcosa che doveva essere stato fatto molto tempo fa, con più forza ed autorevolezza. Finalmente, quindi, dopo anni, l’Esecutivo ha avuto contezza che sul territorio esiste un eccesso di offerta sviluppatosi a macchia di leopardo e che questa situazione è indubbiamente sfuggita di mano, così come lo stillicidio di ordinanze che ha permesso venissero emanate “in latitanza di una legge normativa nazionale” che facesse il punto esatto della situazione gioco.

A fronte di questo “mea culpa”, riportato anche dal profilo twitter che si occupa di casino online, ecco quindi l’intervento, ora drastico, dell’Esecutivo che provvederà alla riduzione di almeno il 30% dell’offerta che esiste sul territorio ed interverrà con questo percorso iniziando dalle slot nei pubblici esercizi cominciando, come ben si sa, dai tabaccai e dai bar ritenuti i posti più frequentati dai cittadini e, di conseguenza, quelli che danno più frequentemente occasione “di mettersi in gioco” con le famigerate macchinette. Tutto questo, dopo gli accordi e le intese che interverranno in Conferenza Unificata con gli Enti Locali, verrà effettuato con la nuova Legge di Stabilità che ne detterà le precise condizioni.

Quindi, il riordino dei giochi è in corso, è stato attivato, e tutti dovranno “subirne “le conseguenze”, dall’industria del gioco, ai produttori, agli operatori ed ai giocatori, confidando che questo provvedimento così atteso “provochi” un balzo in avanti nella tutela della salute e dello stesso territorio. Questa decisione dell’Esecutivo, ovviamente, non mette assolutamente tutti d’accordo, sopratutto le associazioni che tutelano la filiera del gioco poiché nessuno pensa che limitando, e così tanto, l’offerta sul territorio “si risolvano d’incanto” tutte le problematiche conseguenti all’abuso del gioco poiché è risaputo che chi desidera giocare, se non lo trova da una parte, subito ne cerca un’altra più “consenziente” (e si sa senz’altro che quest’ultima è quella illegale).

Appunto per questo motivo, dovranno essere messi sul campo controlli e monitoraggi sui casino online con bonus “a pieno ritmo” per evitare che le eventuali dipendenze che l’abuso di gioco potrebbe provocare, non si convertano in ricorso all’usura ed alla criminalità essendo il gioco illegale proprio in questo habitat che pone le sue “basi” ed i suoi interessi. E, quindi di non passare “di male in peggio”, aggiungendo ovviamente la mancanza di serenità e tranquillità per quei giocatori che decidessero “di passare dall’altra parte della barricata” e ricadere nella rete dell’illegalità.

Il controllo del territorio passerà, molto probabilmente, alle varie Polizie Locali che dovranno effettuare accessi in tutti i punti dove possono essere collocate le macchinette, dalle sale giochi, alle edicole, alle lavanderie ed anche nei 71mila bar che hanno le apparecchiature da intrattenimento installate nei loro locali. In ogni caso “qualcosa” andava fatto anche a “spese di qualcun altro”: la tempistica si allunga un poco visto che il prossimo incontro avverrà verso la fine del mese di ottobre in modo da addivenire all’intesa definitiva ed inserirla nella stesura della nuova Legge di Stabilità per attuare la riduzione degli apparecchi entro il 2017.