Minimi e massimi delle puntate nei Casinò

giochi del casino

Inutile sottolineare che la “vita” dei nostri casinò tricolore è assai dura dovendo le Case da gioco corrispondere alla propria gestione una parte importante dei propri profitti. È la somma più significativa nel relativo bilancio ed è quella, quasi sempre, che non fa quadrare i conti e che costringe, di conseguenza, la direzione della Casa ad intraprendere iniziative di salvaguardia e di risparmio che non sempre vanno di pari passo con la crescita degli ingressi e, di conseguenza, degli introiti.

Così, il marketing dei Casinò in italia studiano continuamente strategie e manovre che possano abbassare i rischi della Casa da Gioco: e così ci si trova dinanzi all’abbassamento del “minimo ed il massimo della giocata” che non viene applicato solo per intervenire sul rischio di impresa, ma probabilmente può incidere sul rischio derivante dal cambio degli assegni per i giocatori. Si vuole parlare, però, anche delle mance che vengono condizionate naturalmente da questo “minimo e massimo di giocata” per non dimenticare che le mance sono sempre stata una argomentazione importante in quanto aiutano a “ristorare il costo del lavoro”. Costo del lavoro che, ora, ha raggiunto proporzioni gigantesche relativamente ai ricavi che, data la crisi economica che non vuole lasciare il nostro Paese -anche se l’Esecutivo continua a declamare che non è esatto- continuano a scendere pericolosamente.

Il rischio di impresa se si basa sul ragionamento che ad un minimo e ad un massimo di giocata corrisponde una minore eventualità di perdita per il Casinò, non trova una controprova con le frequentazioni: poche presenze di èlite fortunate ben difficilmente rimpiazzabili da tante frequentazioni piccole. Se ci si sofferma su questa ultima “frequentazione piccola” bisogna anche riflettere sul “calo di qualità” che potrebbe danneggiare anche le necessità di liquidità della gestione e non solo per il “settore mance” che interessa senza dubbio maggiormente l’impiegato di gioco, ma anche il gestore del Casinò.

Chi ama il gioco d’azzardo ed i relativi addetti ai lavori sanno che il completo del numero comporta una differente composizione tra roulette tradizionale e fair. Nel primo caso abbiamo il massimo del carrè quadruplo di quello del pieno ed il massimo del cavallo doppio. Nella fair il massimo è sempre uguale. Si può, quindi, ragionevolmente confermare che un gestore preoccupato della propria azienda intenda proteggersi con un intervento sui massimi di giocata. Ma così ricadiamo ancora in un altro errore: un buco grande non è riempito da tanti “piccoli perdenti”.

Forse, ad un certo punto, è più semplice concentrarsi sull’incremento dei ricavi piuttosto che sulla diminuzione dei costi. La rilevanza e l’importanza dell’immagine, sia in una azienda come la Casa da gioco come in ogni altra azienda che produca servizi non indispensabili, è una preoccupazione seria che è certamente correlata agli introiti. Ecco per quale motivo si può ritenere che un serio e dettagliato controllo su ogni aspetto del gioco, insieme ad una azione di marketing fortissimamente mirata, possa diventare la chiave per risolvere, anche solo parzialmente, certe situazioni. Ci vorrebbe però, dato il settore di cui si tratta, anche un po’ di Fortuna…